
La Pietra del Beato Angelo "A Pètra e du Biatangiudu" - The Stone of Blessed Angelo "A Pètra e du Biatangiudu"
Via Pompio Acri CS
La Pietra del Beato Angelo "A Pètra e du Biatangiudu"
Ai tempi del Beato Angelo, per accedere al territorio detto Marulla, bisognava attraversare un certo territorio denominato Pompio. La strada mulattiera si biforcava: a destra per andare in Sila, a sinistra per recarsi a Marulla e proseguire verso Corigliano Calabro e la costa ionica. Al punto della biforcatura, poco oltre la fonte di Pompio, secondo una tradizione attendibile e mai interrotta, c’era una grossa pietra ben larga alla base che formava una specie di schienale, costituito dal prolungamento in altezza della stessa pietra. La tradizione vuole che il Beato Angelo avesse fermato miracolosamente con le proprie mani il masso che veniva giù dal colle sovrastante. Inoltre, si racconta che proprio su quella pietra il Beato si sedeva per riposare. La pietra è ancora lì, in mezzo alla stretta strada comunale che sale verso la Sila Greca. Sporge dall’asfalto stradale ed è stata recintata per rendere la strada sicura e nello stesso tempo dare alla stessa importanza e, in più, salvaguardarla. Gli anziani del posto affermano che la pietra sarebbe lunga tre o quattro metri e che su di essa vi siano impresse le impronte delle mani del Beato. Altre voci dicono che più volte è stato provato di rimuoverla, per rendere la strada più sicura, ma ogni tentativo è fallito, si pensa per volontà dello stesso Beato Angelo. Secondo attenti studi, la Pietra del Beato Angelo potrebbe trattarsi della leggendaria Pietra di Ercole di cui parlano le fonti classiche.