
Palazzo Civitate - Civitate Palace
Padia Acri CS
Palazzo Civitate
Il palazzo situato nell'antico quartiere di Pàdia ad Acri era un tempo proprietà della nobile famiglia Civitate, originaria di San Marco Argentano e trasferitasi nella città calabrese nel 1400. La famiglia acquisì vasti possedimenti, tra cui le località di San Lorenzo, San Lauro, Joggi, e i comuni di San Mauro e Fagnano. Il palazzo, un edificio imponente di tre piani con cantine sul lato sud, ha perso il suo splendore originale a causa delle trasformazioni apportate dai vari proprietari succedutisi nel tempo, come le famiglie Giannuzzi e Joele, che lo detennero fino ai primi del Novecento. L’unica parte rimasta intatta è il portone d’ingresso, ornato con lo stemma della famiglia Civitate, e le caratteristiche caggiarole, tre gabbie di ferro visibili sulla facciata verso la piazzetta Azzinnari. Queste gabbie furono utilizzate dall’esercito napoleonico per esporre le teste di tre briganti accusati di aver rapito e ucciso i tre figli maschi della famiglia Civitate tra il 1720 e il 1730. La tragedia segna anche la fine della dinastia Civitate. La moglie di Giuseppe Civitate, Rosanna Le Pera, rimasta vedova dopo la morte del marito, distrutto dal dolore per la perdita dei figli, dedicò tutte le sue risorse alla ricerca degli assassini, rintracciati solo anni dopo. Tuttavia, la famiglia si estinse, poiché sopravvisse solo il ramo femminile.