
Casa Culla PP. OO. - Casa Culla Pious Workers (PP. OO.)
17 Via Vincenzo Sprovieri Acri
Casa Culla PP. OO.
La Casa Culla, dove Raffaella De Vincenti (1872-1936), vestiti gli abiti religiosi contro il parere della facoltosa famiglia, poté ritirarsi per concessione paterna per vivere in autonomia la propria vocazione, con il nome di suor Maria Teresa dei Sacri Cuori, la giovane, dotata di grande intelligenza e profonda spiritualità, diede avvio insieme al carismatico sacerdote Francesco Maria Greco (1857-1931), oggi Beato, alla fondazione dell'ordine delle Piccole operaie dei Sacri Cuori. La casupola è detta culla perché qui suor Maria Teresa raccolse dal 1898 al 1913 il primo nucleo dell'ordine, votato alla catechesi e alle opere di carità. Don Francesco Maria Greco era il parroco della vicina chiesa di San Nicola di Sales (o ante castillum), poco più in alto, a una manciata di metri dalla Casa Culla. Datata a lungo al Quattrocento, fu costruita con ogni probabilità attorno al X-XI secolo per poi essere riedificata, conservando tuttavia chiari elementi gotici come l'arco a sesto acuto di tufo dell'altare maggiore, le finestre monofore e il presbiterio bizantino. Al suo interno si trova una bella Pietà seicentesca, mentre all’esterno, sul fianco occidentale, sopra una edicola votiva dedicata alla Madonna, si potrà notare una pietra di colore rosso intenso con una incisione al centro, detta la pietra del saracino. Secondo la leggenda, infatti, un saraceno avrebbe abbattuto la sua scimitarra sulle mura della chiesa in spregio alla fede cristiana: dalla pietra sgorgò del sangue che la tinse di rosso, spingendo il moro all’immediata conversione. Acri fu conquistata dai saraceni nel IX secolo e, una volta liberata, ne subì gli assalti almeno tre volte: nel 945, nel 1009 e nel 1200. Proseguendo lungo la strada – sul retro della chiesa a sinistra – che costeggia via Castello e offre una bella veduta della città, si incontreranno dei murales che raccontano il grande contributo di Acri al Risorgimento e all’Unità d’Italia.